Prima di facebook

Prima di facebook se volevi farti notare da una persona non occorreva che tu visitassi cento volte al giorno il suo profilo alla ricerca disperata di un link a cui mettere “mi piace” in modo che il tuo nome apparisse tra le sue notifiche. Prima di facebook se volevi dedicare una canzone, non bastava metterla in bacheca e taggarci su la persona a cui l’avresti dedicata, dovevi prendere il telefono come minimo, chiamarla, e se anche morivi di vergogna, dovevi dirle “ascolta qua” e mettere il telefono vicino la cassa dello stereo. Prima di facebook una persona per conoscerla dovevi mostrarti per quello che realmente sei, e dirle “piacere, mi chiamo..” e iniziare a parlarci. Non bastava chiedere “come si chiama quello?” e aggiungerlo la mattina dopo. Prima di facebook se una persona la volevi sentire senza chiamarla, dovevi affidarti agli sms, e alle paranoie che derivano dagli sms: sarà scritto bene? mi risponderà? Ora invece basta che clicchi un tasto, vai in chat, e se c’è le scrivi quel che credi, tanto sai che è lì, e ti risponderà. Prima di facebook a una persona dovevi dirglielo esplicitamente che ti piaceva, non bastava mettere “mi piace” sotto una sua foto venuta bene. Prima di facebook c’erano gli squilli, ora ci sono i “poke”, che come gli squilli, non parlano. Prima di facebook potevi immaginare ad ore cosa una persona stesse facendo, ora invece ci si attacca agli eventi, agli stati, ai post messi in bacheca dagli amici. E non è più un immaginare pulito. E’ un mettere insieme degli indizi e creare la giornata di una persona. Prima di facebook c’era più magia.

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