Vietato essere non Produttivi e Poveri, anzi ti faccio stare nella Miseria

Sgomberate dieci case dello Zen
ma gli occupanti restano in zona

Il  blitz è durato fino a metà pomeriggio. Liberate dieci abitazioni ancora in costruzione nell’Insula 3. Gli occupanti hanno deciso di pernottare in zona, ma le case saranno presidiate dalle forze dell’ordine. Soddisfatto il sindaco Cammarata: “Presto le consegneremo ai legittimi assegnatari”

Le operazioni di sgombero (Foto Mike Palazzotto)

Si è concluso solo intorno alle 17 lo sgombero di dieci alloggi popolari occupati abusivamente, nel quartiere Zen di Palermo. Oltre cento, tra carabinieri, poliziotti in tenuta antisommossa, vigili del fuoco e vigili urbani, hanno partecipano all’intervento. Le famiglie che da oltre un anno occupano abusivamente dieci appartamenti di via Rocky Marciano, nell’Insula 3 del quartiere, hanno cercato di impedire l’evacuazione.

I cassonetti dell’immondizia sono stati capovolti per strada nel tentativo di evitare il trasloco dei mobili. Sono volati insulti, spintoni e anche colpi di manganello. Gli occupanti, quaranta persone circa e fra queste quasi trenta bambini, alla fine sono usciti, ma non hanno abbandonato la zona. Pernotteranno nei dintorni. Gli alloggi evacuati saranno piantonati dalle forze dell’ordine.

Altri cinquanta alloggi dello Zen 2, occupati sempre di recente, dovrebbero essere liberati nei prossimi giorni.

Un “ringraziamento e un vivo apprezzamento all’impegno delle forze dell’ordine” stato espresso dal sindaco Diego Cammarata. “Adesso  –  ha sottolineato il sindaco – sarà possibile riaprire il cantiere e riprendere i lavori di ristrutturazione ed ultimare gli appartamenti che erano stati occupati, e procedere in tempi speriamo brevissimi all’assegnazione degli alloggi di quanti sono in graduatoria. Capisco che in alcuni casi l’occupazione abusiva di un alloggio appare l’unica strada percorribile ma il rispetto della legalità è un elemento essenziale della convivenza civile”.

Prendo ad esempio questo articolo per dire su come oggi è considerata la povertà e/o miseria di alcuni cittadini di questa società.
Avete presente quelle persone che cronicamente non trovano lavoro perché di fatto non c’è lavoro? Per lo meno un lavoro continuato anche se si tratta di fare diversi lavori in tempi diversi affinché si abbia un costante reddito.
Chi non trova un lavoro è anche perché non sa o non ha voglia di lavorare. Ma chi non trova per voglia o per mancanza di ispirazione un lavoro chissà che non sia uno depresso e/o avvilito. Del resto capiterà di fare dei lavori umili, mal pagati o addirittura non pagati e sempre a singhiozzo.
Io ho il sospetto che le persone che si sono ribellate allo sgombero forzato delle case comunali di Palermo non abbiamo tutti i torti.
Diciamola tutta: La casa è un bene essenziale per l’uomo. Un uomo senza una casa è come un barbone, asociale e diffidente del prossimo, restio a stare in compagnia di altri esseri. La casa permette, non solo di fare famiglia, ma anche di vivere socialmente e di instaurare rapporti col vicinato.
Se un uomo è senza casa non ha neppure la voglia o la fantasia di lavorare. Trascina la propria esistenza alla giornata in balia del caso ed è in difficoltà anche nell’instaurare stabili rapporti umani. Gli stessi Indiani d’America ospitavano nella loro tenda (la loro casa) pure i nemici. Il concetto di casa arriva sino al polo nord dove troviamo popolazioni che si fanno la casa col ghiaccio. Ma allora perché i cittadini di Palermo non hanno una casa? Perché subiscono uno sgombero forzato da una casa? Ma perché non si fanno più le case? Perché la casa è come una situazione di semplice investimento finanziario speculativo? Perché dire casa non è come dire Pane o famiglia o lavoro o ancora amore?
Date velocemente una casa a tutti, una casa dignitosa e ha misura d’uomo, bella luminosa e vedete che a breve tutti iniziano a trovare gusto e piacere a lavorare e a guadagnare, perché ritrovano nella casa la loro sicurezza, protezione e il loro giusto equilibrio psicologico.

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