Amico Fragile – Fabrizio De André
Evaporato in una nuvola rossa
in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno d’attenzione e d’amore
troppo, “Se mi vuoi bene piangi “
per essere corrisposti,
valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo “Mi ricordo”:
per osservarvi affittare un chilo d’era
ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani
ed altre ed altre onde ai marinai in servizio,
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
senza rimpiangere la mia credulità:
perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi,
ero molto più curioso di voi.
E poi sorpreso dai vostri “Come sta”
meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,
tipo “Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un’ora al mese di te”
“Lo sa che io ho perduto due figli”
“Signora lei è una donna piuttosto distratta.”
E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell’ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra.
E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi
ero molto meno stanco di voi.
Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
fino a farle spalancarsi la bocca.
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
di parlare ancora male e ad alta voce di me.
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
con una scatola di legno che dicesse perderemo.
Potevo chiedere come si chiama il vostro cane
Il mio è un po’ di tempo che si chiama Libero.
Potevo assumere un cannibale al giorno
per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle.
Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto che si chiamasse anarchia.
Amico fragile è nata così: quando ero ancora con la mia prima moglie, fui invitato una sera a Portobello di Gallura, dove m’ero fatto una casa nel ’69, in uno di questi ghetti della costa nord sarda: d’estate arrivavano tutti, romani, milanesi… in questo parco residenziale, e m’invitavano la sera che per me finiva sempre col chiudersi puntualmente con la chitarra in mano. Una sera ho tentato di dire: “Perché piuttosto non parliamo di…”. Era il periodo, ricordo, che Paolo VI se n’era venuto fuori con la faccenda – ripresa poi mi pare da quest’altro qui, della stessa pasta – degli esorcismi. Insomma dico: “Parliamo un po’ di quello che sta succedendo in Italia…”; nemmeno per sogno, io dovevo suonare. Allora mi sono proprio rotto i coglioni, mi sono ubriacato sconciamente, ho insultato tutti, me ne sono tornato a casa e ho scritto Amico fragile. L’ho scritta da sbronzo, in un’unica notte. Ricordo che erano circa le otto del mattino, mia moglie mi cercava, non mi trovava né a letto né da nessun’altra parte: c’era infatti una specie di buco a casa nostra, che era poi una dispensa priva anche di mobili, dove m’ero rifugiato e mi hanno trovato lì che stavo finendo proprio questa canzone.
[F. De André, in Doriano Fasoli, Fabrizio De André. Passaggi di tempo, p. 60]
Sulla Cattiva Strada
«Io scrivo di persone che hanno tentato, anche in maniera abbastanza balorda, al di fuori delle leggi scritte, di riuscire a trovare la loro libertà, che certe volte può contrastare, certe volte addirittura contrasta necessariamente con quelle che sono le leggi scritte, per questo ho scritto Il pescatore, per questo ho scritto tante altre canzoni come Bocca di rosa. Cioè per me l’importante è fare capire alla gente che le leggi scritte possono essere scritte in ogni caso, in ogni modo e in ogni tempo, ma sempre da un gruppo che è al potere».
Billy Idol – Eyes Without A Face
Occhi Senza Volto
Ho perso la speranza
un’altro brutto sogno può farmi cadere
quando sono lontano da casa
non chiamarmi al telefono
per dirmi che sei sola
é facile ingannare
é facile tormentare
ma é difficile essere liberi
Gli occhi senza volto
Gli occhi senza volto
Gli occhi senza volto
non hanno nessuna grazia umana i tuoi occhi senza volto
ho speso cosi tanto tempo
credendo a tutte le bugie
per tenere vivo il sogno
ora mi rende triste
mi rende matto la verità
amando quello che eri
Gli occhi senza volto
Gli occhi senza volto
Gli occhi senza volto
non hanno nessuna grazia umana i tuoi occhi senza volto
Quando ascolti la musica discendi
nella tasca di qualcun’altro poi fai un errore
rubare un’auto e andare a Las Vegas oh, la piscina del gigolo
Sono su un bus in un viaggio psichedelico
Leggendo libri di assassini cercando di stare su
Sto pensando a te, tu sei la fuori
Di le tue preghiere
Di le tue preghiere
Di le tue preghiere
Ora chiudo gli occhi
e mi chiedo perché
non disprezzo
ora tutto quello che posso fare
é amare quello che era una volta
cosi vivo e nuovo
ma é passato da i tuoi occhi
farei meglio a rendermene conto
Gli occhi senza volto
Gli occhi senza volto
Gli occhi senza volto
non hanno nessuna grazia umana i tuoi occhi senza volto
un tale spreco umano i tuoi occhi senza volto
e ora sta peggiorando
Il Killer invisibile: DHMO.
Nel nostro paese ancora non se ne parla molto. Le associazioni ambientaliste nostrane forse lo ritengono un argomento secondario, rispetto ai pericoli ben maggiori rappresentati dall’elettrosmog e dagli OGM, ma all’estero la consapevolezza riguardo ai pericoli di questa sostanza, ribattezzata “il killer invisibile”, sta montando rapidamente. Sto parlando del Monossido di diidrogeno. Come il suo “cugino”, il terribile Monossido di Carbonio, questa sostanza è incolore, inodore e insapore, e uccide, spesso per eccessiva inalazione ambientale, svariate migliaia di persone ogni anno. Qualche lettore ha già accennato ai pericoli di questa sostanza in vari commenti sparsi nel Blog, e quindi mi è sembrato opportuno, oggi, dedicarle un articolo apposito, anche nella speranza che coloro che si battono per l’ambiente e la salute pubblica inizino a considerare seriamente i pericoli che pone questa sostanza chimica e inserirli nella loro agenda politica.

Qui a destra potete vedere una riproduzione che ho tratto dal libro “Chemistry, Health and Envirnoment” (Wiley) che illustra il problema.
Pensate che:
- E’ il componente principale delle piogge acide.
- Contribuisce all’effetto serra
- Contribuisce all’erosione del suolo e dei paesaggi naturali
- Viene usato ampiamente negli impianti di produzione dell’energia nucleare
- Viene utilizzato come solvente industriale
- E’ stato ritrovato nelle cellule tumorali di pazienti terminali
- Può causare ustioni anche di terzo grado
E’ presente nelle falde acquifere, dove penetra tramite la pioggia, arriva nelle nostre case, entra nelle nostre cucine dai rubinetti, e finisce nei nostri cibi. E’ molto difficile evitare la contaminazione perché a differenza di altre molecole che possono essere filtrate, questa si miscela completamente con l’acqua.
Le raccomandazioni del Material Safety Data Sheet suggeriscono:
Il Monossido di Diidrogeno è un prodotto non regolamentato, ma reagisce violentemente con alcuni metalli, come il sodio e il potassio. Con il fluoro e con alcuni agenti disidratanti come l’acido solforico. Forma un gas esplosivo con il carburo di calcio. Si raccomanda di evitare il contatto con materiali di cui non si sia prima verificata la compatibilità.
Il Material Safety Data Sheet omette di dire che, a contatto con il sodio, sviluppa idrogeno, elemento di cui è ricco, con il forte rischio di esplosioni. Ricordo che al Liceo alle lezioni di Chimica, in laboratorio, ci divertivamo (incoscienti!) a incendiare l’idrogeno prodotto dalla reazione.
Alcuni economisti sostengono che bandire il monossido di diidrogeno avrebbe conseguenze gravissime per l’economia mondiale, ma c’è chi insinua che questi economisti siano troppo vicini alle posizioni del WTO e del Fondo Monetario Internazionale per essere credibili. Addirittura alcuni hanno contratti di consulenza per grandi multinazionali.
Il monossido di diidrogeno ebbe un importanza fondamentale per i Nazisti. Durante la guerra infatti la Germania nazista aveva il grosso problema di produrre carburanti, non potendo accedere alle normali fonti di petrolio. Perfezionarono quindi un processo chimico, chiamato “processo Fischer-Tropsch” dal nome dei due chimici inventori, che permetteva, tramite l’utilizzo di monossido di diidrogeno ad alta pressione e temperatura e carbone, di cui la Germania è ricca, di produrre altre sostanze chimiche, tra cui il già citato monossido di carbonio, per essere poi convertite in benzina.
E negli alimenti?
Visto che questo è un blog di cucina, aggiungo che è pericoloso che venga in contatto con dell’olio bollente.
Possibile, vi chiederete, che nessuno faccia nulla per fissare almeno una soglia di tolleranza generalizzata? Forse la situazione vi risulta più chiara se considerate che questa sostanza viene ampiamente utilizzata nella produzione di Coca-Cola e di altre bevande gassate. Capite bene come le multinazionali alimentari, specialmente americane, non possono certo permettere un bando generalizzato di questa molecola. Tra l’altro, è una molecola che si trova comunemente in natura, anche se i chimici hanno trovato il modo di sintetizzarla artificialmente.
Tornando agli alimenti, è stata a volte illegalmente addizionata al vino. Addirittura questa pratica risale all’antica Roma. La storia delle sofisticazioni alimentari è molto lunga: i romani già sofisticavano il vino aggiungendo dell’acetato di piombo per renderlo più dolce.
Per fortuna alcuni alimenti ne sono privi (o ne contengono tracce in concentrazioni non preoccupanti). L’olio di oliva extravergine ad esempio. Il burro invece lo può contenere. Come mai? Perché è già presente nel latte, come in quello che comperiamo dalla GDO (Grande Distribuzione Organizzata). Però esiste una nicchia di consumatori che preferisce acquistare del latte senza questa sostanza (specialmente per nutrire dei neonati) e quindi l’industria ha da tempo iniziato a produrre latte privo di monossido di diidrogeno, ma è abbastanza costoso. Tornando al burro, è comunque uno dei pochi alimenti dove è fissata una soglia massima per legge per la presenza di questa sostanza.
La “panna da cucina UHT” che potete acquistare nei supermercati lo contiene sicuramente. Comunque se siete “Veri Gourmet” non usereste mai della panna da cucina (orrore!).
In questo triste periodo per la vicenda delle mozzarelle di bufala campane non posso purtroppo fare a meno di riportare che questa molecola è presente anche nel latte di bufala campana.
Che fare? In altri paesi si stanno già muovendo. Nel 2001 lo staff del deputato al parlamento Sue Kedgley del Partito dei Verdi della Nuova Zelanda rispondeva alla richiesta di un cittadino di aderire alla campagna per bandire il monossido di diidrogeno dicendo di essere “assolutamente in accordo con la campagna per bandire questa sostanza tossica dalla Nuova Zelanda“
E da noi?
Dario Bressanini: http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/04/01/il-killer-invisibile/
ALFA ROMEO – IL MOTORE MODULARE
ALFA ROMEO – IL MOTORE MODULARE
“Fra i vari problemi che ancora oggi affliggono i motori ad accensione comandata (ciclo otto), ve n’è uno particolarmente importante che riguarda il rendimento del motore, cioè la sua capacità di trasformare in lavoro meccanico una percentuale il più possibile elevata dell’energia calorifica potenzialmente disponibile nel carburante.
Infatti, durante la normale marcia su strada il rendimento del motore di un qualsiasi veicolo non è mai costante ed il suo valore si modifica moltissimo e rapidamente (in funzione del regime e dell’apertura della farfalla) raggiungendo in genere il massimo solo in condizioni di piena ammissione (farfalla tutta aperta) e all’incirca attorno al regime di coppia massima.
Statisticamente però le condizioni di piena ammissione (con riferimento all’uso medio della vettura, specie se di cilindrata medio-alta) si verificano con frequenza nettamente inferiore rispetto al funzionamento ai carichi medi e medio-bassi (farfalla semi aperta – traffico urbano e suburbano).
Ne deriva che nella maggior parte dei casi i motori delle nostre auto funzionano con rendimenti molto bassi.
A riprova di quanto affermato possiamo osservare l’andamento generale dei consumi specifici di un motore a 4 tempi: essi variano fra un minimo di 180 g/cvh in condizioni di piena ammissione ed attorno al regime di coppia massima e massimi di 300-500 g/cvh nelle altre situazioni.
Le cause di questo fenomeno sono da ricercarsi soprattutto nel fatto che attualmente la potenza del propulsore viene regolata dal pilota parzializzando la quantità di aria aspirata per ogni ciclo, cosa che genera una depressione a monte della valvola di aspirazione in grado di consumare parte dell’energia necessaria per l’immissione nella carica di miscela nel cilindro.
Si ha così una forte dissipazione che per le basse produzioni di potenza penalizza molto il rendimento.
Va aggiunto che la bassa densità della miscela immessa nel cilindro ai carichi medio-bassi e bassi ostacola la rapida e regolare propagazione della combustione (fronte di fiamma), con conseguente ulteriore dissipazione di energia sotto forma di energia termica.
A questo punto è chiaro che se si riuscisse ad ottimizzare il rendimento del motore nelle diverse situazioni di marcia si arriverebbe automaticamente ad una grossa riduzione dei consumi senza penalizzare le prestazioni della vettura.
Proprio in quest’ottica l’Alfa Romeo ha recentemente sviluppato, nell’ambito delle ricerche finanziate dal CNR, un motore che abbinando fra loro i concetti di sovralimentazione e modularizzazione è in grado se non di risolvere perlomeno di contenere i termini del problema.
Il costo di questo programma di ricerca, supportato all’80% da finanziamento pubblico, ammonta a circa 3 miliardi di lire.
Prima di descrivere l’ultima versione del motore, che è da ritenersi definitiva per quanto riguarda sia l’architettura sia la logica di funzionamento e di controllo, vediamo assieme cosa si intende per “Modularizzazione” e quali sono state le fasi propedeutiche dell’attività di ricerca (alcune svolte dall’Alfa Romeo per proprio conto) che hanno portato a questo tipo di scelta.
La regolazione per la modularizzazione consiste sostanzialmente nel vincolare il numero di cicli attivi prodotti nell’unità di tempo dal motore alla richiesta di potenza da parte del pilota.
Per ottenere ciò ai bassi carichi si opera una diminuzione del numero dei cilindri attivi del motore agendo sull’alimentazione, che viene esclusa in alcuni dei cilindri stessi.
Ciò permette di far lavorare agli altri con carichi medio-alti ottimizzandone di conseguenza lo riempimento e migliorandone la combustione.
Il loro rendimento risulta così aumentato. I vantaggi derivanti dalla modularizzazione si avvertono soprattutto ai bassi carichi, nonostante un’intrinseca diminuzione del rendimento meccanico del sistema dovuta ai cilindri inattivi che sono trascinati dagli altri.
Nel 1981 fu allestita una flotta sperimentale di dieci taxi che svolsero regolare servizio pubblico nella città di Milano.

La vettura impiegata era l’Alfetta 2000 e la modularizzazione era ottenuta escludendo di volta in volta due cilindri.
Il motore, aspirato, aveva un rapporto di compressione (R.C.) 9 e camere di combustione emisferiche.
Successivamente, sempre sullo stesso tipo di motore, furono analizzate e provate varie soluzioni di modularizzazione e di parcellizzazione del combustibile; al fine di valutare l’influenza del rapporto di compressione su consumi, emissioni allo scarico e prestazioni e per pervenire ad un adeguato software di regolazione e controllo.
Questa ricerca inoltre permise la scelta dei sensori e degli attuatori più idonei (a minima inerzia di risposta) e la verifica delle diverse combinazioni di funzionamento dei cilindri.
Nel frattempo furono avviate anche le sperimentazioni sul motore a 6 cilindri a V (2500 Alfetta GTV) e fu allestito un prototipo funzionante su vettura caratterizzato da alimentazione aspirata su entrambe le bancate e da un alto rapporto di compressione (R.C. 13).

Per pervenire ad una scelta ottimale della camera di combustione, si allestirono e provarono anche motori prototipo dotati di camere tipo Heron (R.C. 13) ed emisferiche (R.C. 12).
La soluzione con camera di combustione tipo Heron diede luogo però a fenomeni di detonazione alle alte velocità (causate da insufficiente smaltimento del calore prodotto durante la fase di scoppio) che portavano a principi di grippaggio.
Il ridisegno della camera e della testa del pistone, non che l’ottimizzazione del flusso del liquido di raffreddamento, permisero di eliminare, almeno in buona parte, tali inconvenienti, ma la scelta finale cadde comunque sulla camera di combustione di tipo emisferico, per la quale furono effettuate, dapprima al freno dinamometrico e poi su vettura, tutte le prove necessarie alle completa definizione delle principali grandezze motoristiche (rapporto aria/combustibile, anticipo di accensione, ecc.) e dell’algoritmo che sovrintende alla logica modulare (zone di funzionamento a 3 o 6 cilindri attivi e transitori).
Si arrivò così alla definizione dell’ultima versione del motore, per il cui prototipo definitivo ci si è avvalsi del motore 6V 2500cc dell’Alfa 90.
L’allestimento prevede che le due bancate di tre cilindri siano così realizzate:
-la bancata sinistra (cilindri 4-5-6) è aspirata, ad alto rapporto di compressione (R.C. 12) ed è destinata al funzionamento continuativo. L’alto rapporto di compressione consente un notevole risparmio di combustibile alle velocità medie e basse ed in particolare nell’impiego cittadino;
-la bancata destra (cilindri 1-2-3) è invece sovralimentata (R.C. 8,3) ed è caratterizzata da funzionamento intermittente.
In evidenza, nella vista dall’alto, la centralina elettronica con le sue due schede di logica e di potenza.

La vista frontale è dominata dalla presenza dello scambiatore di calore. Sulla bancata destra (osservando appunto frontalmente) il turbocompressore….

… che vediamo meglio qui. Notare in questo trio di foto la notevole compattezza del propulsore, disturbata solo da turbo e spinterogeno.

La bancata sovralimentata, inattiva e trascinata ai carichi parziali, entra in funzione per la richiesta di alte prestazioni, quando i valori combinati dell’angolo di apertura della farfalla e del numero di giri (letti ed integrati da una centralina elettronica) superano il limite massimo previsto per il funzionamento con i soli tre cilindri ad aspirazione naturale.
Essa permette di aumentare la potenza massima disponibile fino a 192 cv a 5800 giri/minuto (contro i 160 cv della versione base) e coppia massima a 26 kgm a 4500 giri/minuto.
Inoltre tale bancata è alimentata in maniera costante per mezzo di un turbocompressore Garrett T2 azionato dai gas di scarico della bancata aspirata, dotata, allo scopo, di un collettore di scarico progettato in modo da massimizzare il rendimento della turbina.
Al raffreddamento dell’aria uscente dal turbo provvede uno scambiatore di calore di tipo aria/aria.
Da un punto di vista alimentazione ed accensione le due bancate sono completamente indipendenti: i circuiti di alimentazione del combustibile e dell’aria sono infatti separati, come pure la regolazione e la gestione dell’anticipo di accensione e dell’iniezione di combustibile.
Esse risultano, pertanto, costantemente alimentate in modo ottimale, ricevendo la quantità di benzina strettamente necessaria al momento e dispongono anche del correttore dell’angolo di anticipo.
Il sistema di controllo elettronico, basato su di un microprocessore Intel 8051 dotato di banchi di memoria da 8Kbytes, sovrintende all’apertura delle valvole a farfalla, all’avviamento ed al mantenimento di un regime costante per il funzionamento al minimo.
Inoltre il sistema governa e gestisce le zone di funzionamento a 3 ed a 6 cilindri attivi.
Per quanto riguarda i transitori che, come noto, sono i più difficili da gestire, il prototipo presentava problemi di guidabilità rispetto alla vettura di serie soprattutto nel passaggio da 3 a 6 cilindri.
Furono studiate numerose soluzioni per assicurare l’attivazione e la disattivazione progressive della bancata destra, fra le quali meritano di essere ricordate quelle basate sulla riduzione dell’anticipo di accensione della bancata sovralimentata e sull’apertura della valvola waste-gate del compressore.
La soluzione decisiva fu comunque individuata nella separazione dei gruppi di aspirazione delle due bancate mediante l’adozione di un sistema a tre farfalle (una per cilindro) per quella aspirata ed un sistema monofarfalla per quella sovralimentata.
Il monofarfalla è poi azionato da un motorino passo-passo gestito dal sistema di regolazione centrale e tutto il sistema nel suo complesso consente di eliminare quasi completamente i disturbi di guidabilità nei transitori e di realizzare un’ulteriore riduzione dei consumi poiché, mantenendo tutto aperto il monofarfalla, diminuiscono le perdite di pompaggio nella bancata trascinata.
Le prove su vettura, come constatato anche da chi scrive, hanno dato risultati più che soddisfacenti ed il passaggio da 3 a 6 cilindri e viceversa, non dà luogo a vibrazioni di particolare intensità, né a problemi di guidabilità.
La riduzione dei consumi inoltre sta confermando i risultato delle prime sperimentazioni al banco e le ipotesi di progetto.
Può essere indicativo notare che con funzionamento a 3 cilindri aspirati si è raggiunta una velocità di 162 km/h.
Inoltre la riduzione dei consumi, valutata sul ciclo Europa Ece 15, risulta del 34% circa rispetto al normale motore di serie (6 cilindri aspirati con R.C. 9).
La modularizzazione rappresenta quindi, soprattutto per le vetture del segmento altro dell’attuale gamma, una soluzione di grande interesse e validità al fine di consentire un impiego cittadino con consumi contenuti, senza rinunciare al comfort ed alle prestazioni proprie delle vetture di questa classe.”
SCHEMA DI FUNZIONAMENTO
“Per capire meglio il principio di funzionamento di questo motore ricorriamo ad uno schema esemplificativo.

Su tutti i motori a 4 tempi la potenza erogata è controllabile dal pilota mediante l’acceleratore, parzializzando il condotto di aspirazione dei vari cilindri.
Tutti però lavorano congiuntamente e pertanto forniscono la stessa potenza unitaria che, moltiplicata per il numero dei cilindri stessi, da appunto la potenza totale richiesta dal guidatore.
Ciò però provoca gli inconvenienti già descritti sopra.
Nel motore Alfa Romeo, invece, finchè il pilota chiede poca potenza questa viene fornita dalla bancata di sinistra i cui cilindri pertanto lavorano sempre in condizioni di parzializzazione ridotta e di conseguenza con buoni rendimenti.
La bancata destra invece resta inattiva perchè non riceve carburante (i suoi organi meccanici però si muovono in quanto solidali con l’albero motore).
Quando la potenza richiesta dal pilota supera un certo valore il computer inizia ad alimentare anche la bancata destra che, da quel momento, comincia a produrre lavoro. Il suo funzionamento pertanto non è continuativo ed il fatto che sia sovralimentata dal turbocompressore azionato dai gas di scarico della bancata opposta (essa pertanto non risente di contropressioni allo scarico) gli permette di raggiungere elevati livelli di potenza specifica.
Va precisato che lo schema qui sopra riportato è riferito ad una delle prime versioni del motore e come si può notare la parzializzazione dell’aspirazione era ottenuta tramite due farfalle, una per ogni bancata.
Successivamente tale soluzione è stata modificata e per la bancata aspirata si è fatto ricorso ad un gruppo di tre farfalle (una per ogni cilindro) poste a monte dei collettori di aspirazione. Inoltre, l’aria uscente dal turbo prima di essere avviata ai cilindri viene raffreddata da uno scambiatore di calore.
In pratica una vettura dotata di questo motore è come se fosse equipaggiata con due motori a tre cilindri, uno dei quali interviene solo quando necessario.”
IL SISTEMA NERVOSO DEL MODULARE
“Vediamo ora in questo schema l’insieme dei sensori e degli attuatori che presiedono e controllano il funzionamento del modulare.

A sinistra sono stati raggruppati i sensori, alcuni dei quali sono sdoppiati, in modo che i punti di controllo delle due bancate risultino indipendenti fra loro.
Sensore giri e fase motore: permette al computer di bordo di conoscere istantaneamente il regime di rotazione e, grazie al segnale fornito dal sensore di inizio ciclo motore, la posizione istantanea dell’albero motore e di conseguenza quella di tutti gli organi meccanici ad esso collegati.
Sensore angolo farfalla: ogni bancata ne utilizza uno; il computer attraverso di essi può rilevare la posizione delle farfalle. Tale dato, insieme ai valori della pressione e della temperatura aria, viene poi utilizzato per individuare in modo preciso la quantità di aria aspirata nei cilindri e di conseguenza la quantità di carburante da iniettare in ciascun cilindro.
Sensori pressione assoluta: leggono la pressione nei condotti di aspirazione di ciascuna bancata e quello relativo alla bancata sovralimentata controlla la waste-gate.
Sensori di temperatura aria: permettono di rilevare la temperatura dell’aria in prossimità dei collettori di aspirazione a monte degli iniettori.
Sensore di temperatura acqua di raffreddamento: la sua funzione è basilare durante il periodo di riscaldamento del motore per il controllo del regime di minimo.
Sensore di detonazione: montato sulla bancata sovralimentata provvede a variare l’anticipo nel caso insorgessero fenomeni di detonazioni e nei casi più gravi concorre all’azionamento della waste-gate.
Sensori di posizione acceleratore: permette al computer di valutare la richiesta di potenza effettuta dal pilota e quindi di decidere se alimentare o meno la seconda bancata”.
Fine.
Immagini e info di testo da Automobilismo – 1986 – Lionello Negri
Nobel della pace al dissidente cinese
Nobel della pace al dissidente cinese. La rabbia di Pechino: “E’ un’oscenità”
Il riconoscimento a Liu Xiaobo che sta scontando la condanna a undici anni di prigione. Obama
e l’Europa: «Adesso liberatelo»
Il Nobel per la pace al cinese Liu Xiaobo
simbolo della lotta per i diritti umani
Esponente di punta del movimento di piazza Tianamen, sta scontando in carcere una condanna a 11 anni per “sovversione”. Il comitato di Oslo: “Il nuovo status della Cina implica maggiori responsabilità”. Arrestati una ventina di dissidenti che festeggiavano
Nobel pace a Liu Xiaobo Uno schiaffo alla Cina E Obama: ora liberatelo
Intellettuale da anni attivo nella difesa dei diritti umani, tra i leader della protesta studentesca di piazza Tienamen, è in carcere dal 2008. La motivazione del premio. Guarda: le foto - il video. Il governo cinese: “Un’oscenità”. Obama: “Scarceratelo”
CARTA 08
Quest’anno si celebra il centesimo anniversario della Costituzione cinese, il sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, il trentesimo anniversario della nascita del Muro della democrazia e il decimo anniversario della firma, da parte del governo cinese, della Convenzione internazionale dei diritti civili e politici. 
Dopo aver trascorso un lunghissimo periodo, caratterizzato da disastri nel campo dei diritti umani e da una tortuosa resistenza, i cittadini cinesi si stanno svegliando. E si rendono conto con sempre più chiarezza che la libertà, l’uguaglianza e i diritti umani sono valori universali condivisi da tutta l’umanità e che democrazia, forma repubblicana e supremazia della Costituzione costituiscono l’ossatura strutturale di un governo di tipo moderno. Una modernizzazione che non tiene conto di questi fattori diviene un processo disastroso, che priva gli esseri umani dei loro diritti e ne corrode la natura, arrivando a distruggerne la dignità. Dove andrà la Cina in questo 21esimo secolo? Vuole continuare la sua modernizzazione su questa base di autoritarismo? Si tratta di una scelta fondamentale, che non può essere più rinviata.
La monumentale trasformazione storica avvenuta nella prima metà del 19esimo secolo ha sottolineato il decadimento del tradizionale sistema dispotico della Cina e ha precipitato il Paese nel maggiore, cataclismatico cambiamento mai avvenuto in diverse migliaia di anni sul suolo nazionale. Il Movimento di auto-rafforzamento (dal 1861 al 1894) ha migliorato la capacità tecnica della Cina. La sconfitta della prima guerra sino-giapponese (combattuta dal 1894 al 1895) ha però dimostrato di nuovo l’anacronismo del nostro sistema politico. La Riforma dei Cento Giorni è riuscita a imporre delle innovazioni istituzionali, ma si è rivelata alla fine un fallimento per colpa dei “duri e puri” del Partito, che l’hanno soppressa in maniera crudele.
In conclusione, la Rivoluzione Xinhai del 1911 ha sepolto quel sistema imperiale che regnava da più di duemila anni e ha dato vita alla prima repubblica del continente asiatico. Ma, anche limitata da fattori storici come rivolte interne e aggressioni esterne, il sistema politico repubblicano è durato soltanto un istante. Il dispotismo è tornato velocemente in Cina. Il fallimento nel campo dell’innovazione meccanica e istituzionale ha provocato un vastissimo movimento di riflessione in tutta la società civile, che si è interrogata sui limiti della sua esperienza culturale. Come risposta, è nato il movimento detto “del 4 maggio”, che ha innalzato un vessillo composto da due parole: scienza e democrazia. Purtroppo, le frequenti guerre civili e le numerose invasioni da parte di Stati esteri hanno fermato con la forza il corso della democratizzazione nazionale.
Subito dopo la vittoria nella guerra contro l’invasore giapponese era nato un movimento che mirava a creare un governo costituzionale, ma la guerra fra i nazionalisti del Kuomintang e il Partito comunista ha rigettato la Cina nel baratro del totalitarismo. La nuova Cina, nata nel 1949 [anno di fondazione, da parte di Mao Zedong, della Repubblica popolare cinese ndT] è una Repubblica popolare soltanto nel nome. Nei fatti, è sotto il dominio del Partito comunista. Che ha creato una serie di catastrofi inenarrabili: la campagna contro gli oppositori, il Grande balzo in avanti, la Rivoluzione culturale, il massacro di Tiananmen. Insieme agli attacchi contro le religioni e contro i movimenti che difendono i diritti umani, questi avvenimenti hanno causato milioni di morti: un prezzo disastroso per la popolazione e per la nazione intera.
Le riforme economiche della fine del ventesimo secolo hanno portato la Cina lontano dalla povertà endemica e dal potere assoluto del Partito che hanno caratterizzato l’era di Mao Zedong: in sostanza, hanno migliorato il benessere dei singoli e lo standard di vita delle masse.
La libertà economica individuale e alcuni privilegi sociali sono stati in parte sdoganati: una società civile ha iniziato a crescere, e le richieste per i diritti umani e per la libertà politica fra la popolazione crescono ogni giorno. Chi è al potere – chi ha scritto e messo in pratica queste riforme economiche, che di fatto mirano ad aprire il mercato e a privatizzare le aziende – ha capito questa richiesta ed è passato da un totale rigetto dei diritti umani a un parziale riconoscimento. Nel 1997 e nel 1998, il governo ha firmato alcuni importanti Trattati internazionali sui diritti umani. Nel 2004, l’Assemblea nazionale del popolo ha emendato la Costituzione per includere “il rispetto e la salvaguardia dei diritti umani”. E quest’anno, il governo ha promesso di formulare e mettere in pratica un “Piano d’azione nazionale per i diritti umani”. Eppure, tutti questi progressi politici si fermano allo stadio della formulazione: rimangono sulla carta. Le leggi ci sono, ma non esiste uno Stato di diritto che le metta in pratica. C’è una Costituzione, ma manca un governo costituzionale. E c’è ancora una realtà politica ovvia agli occhi di chi la guarda.
Il blocco di potere continua a voler mantenere il suo regime autoritario, rigettando ogni riforma politica. Questo si traduce in corruzione per i quadri, difficoltà nel mettere in pratica i principi di uno Stato di diritto, mancanza di tutela dei diritti della popolazione, perdita di etica, polarizzazione della società, uno sviluppo economico malato, danni all’ambiente e agli uomini che lo abitano, nessuna protezione sistematica dei diritti di proprietà e della sacrosanta spinta verso la felicità personale, continuo accumulo di conflitti sociali (ormai impossibili da contare) e l’aumento del risentimento popolare. In particolare, l’intensificarsi delle ostilità fra i dirigenti governativi e la popolazione ordinaria illustra la catastrofica perdita di controllo da parte dell’autorità e l’anacronismo nel mantenere questo attuale sistema politico.
I nostri concetti fondamentali Arrivati a questa storica congiuntura della storia della Cina, è necessario ripensare gli ultimi cento anni di modernizzazione e riaffermare alcuni concetti. La libertà è il fulcro dei valori universali. I diritti di parola, di pubblicazione, di credo, di movimento, di associazionismo e di sciopero rappresentano la realizzazione concreta della libertà. Se questa non fiorisce, non si può parlare di civilizzazione moderna. I diritti umani non sono incastonati nello Stato, e non nascono da questo: ogni persona ci nasce e ha il diritto di goderne. Assicurare e garantire i diritti umani deve essere il primo obiettivo di ogni governo, di ogni autorità pubblica, soprattutto quando dichiara di “mettere il popolo al primo posto”. Tutte le calamità che hanno colpito la popolazione cinese negli ultimi anni sono strettamente correlati alla mancanza di rispetto dei diritti umani da parte delle autorità. L’uguaglianza è condivisa da ogni essere umano: non importa lo status sociale, il sesso, la situazione economica, il gruppo etnico di appartenenza, la religione, il credo politico o il colore della pelle.
Ognuno è uguale in dignità e libertà. Il principio di uguaglianza davanti alla legge e alla società civile deve essere messo in pratica e poi difeso. Lo stesso vale per i diritti economici, politici e culturali. La forma repubblicana prevede un governo condiviso nella pace. E questo significa la decentralizzazione dei poteri e un bilanciamento degli interessi. Il significato base della parola democrazia è che la sovranità risiede nel popolo, che elegge il suo governo. La democrazia ha delle caratteristiche fondamentali: la legittimità del governo, che viene dal popolo; l’eleggibilità del governo da parte dei suoi cittadini; il diritto di voto, che prevede sia l’elezione del governo centrale che quello locale, di volta in volta in tempi stabiliti; le decisioni della maggioranza devono essere rispettate, mentre si proteggono i diritti basilari delle minoranze. In una parola, la democrazia è quello strumento che rende un governo “dal popolo, del popolo e per il popolo”. Il costituzionalismo è quel principio secondo cui vanno protette quelle libertà iscritte nella carta che costituisce una nazione, che voglia applicare un vero Stato di diritto.
È tramite il costituzionalismo che si mettono dei giusti limiti ai poteri del governo. In Cina, l’era del potere imperiale è passata da molto tempo e non tornerà; nel mondo intero, i sistemi autoritari stanno scivolando ognuno verso la propria fine. L’unico modo per salvare veramente il nostro Paese è permettere ai suoi cittadini di guidarlo, tramite dirigenti onesti che abbiano una coscienza civica e vogliano mettere al centro i diritti della popolazione. Praticando vera libertà, democrazia e rispetto per la legge.
I passi da intraprendere in linea con lo spirito che ci muove – quello di cittadini responsabili e costruttivi – proponiamo una serie di specifici passi da intraprendere. Il primo è emendare la Costituzione basandosi sui valori e sui concetti sovresposti. Si devono abolire quegli articoli che non sono in conformità con il principio secondo cui la sovranità è del popolo. Soltanto in questo modo, la Carta costituzionale puù veramente divenire un documento che garantisca i diritti umani e un uso appropriato del potere pubblico. La Costituzione dovrebbe essere la reale legge suprema per la Cina: inviolabile da parte di individui, gruppi o partiti. Il fondamento per la democratizzazione del Paese. Vanno poi separati e bilanciati i poteri.
Un governo moderno che compie questi passi garantisce una vera separazione fra il potere esecutivo, quello giudiziario e quello amministrativo. Bisogna stabilire il principio secondo cui si governa tramite le leggi. Bisogna fermare gli abusi di potere da parte dell’esecutivo, mentre il governo deve essere responsabile nei confronti di chi paga le tasse. È a questi che deve rendere conto delle sue decisioni. L’autorità rappresentata dal potere centrale deve essere chiaramente definita nella Costituzione, e i governi locali devono essere pienamente autonomi. È poi fondamentale democratizzare il processo legislativo. Tutti i livelli dei vari corpi legislativi dovrebbero essere eletti in maniera diretta. Mantenere i principi di correttezza e giustizia nel formulare le norme. A questo proposito, il sistema giudiziario dovrebbe essere indipendente e bipartisan, libero da ogni interferenza. Stabilire una Corte costituzionale e un sistema di revisione giuridico, che mantenga intatta l’autorità della Costituzione. Abolire il prima possibile, e a ogni livello, le Commissioni del Partito per gli affari politici e legislativi.
Queste mettono in serio pericolo lo Stato di diritto. Evitare l’uso della cosa pubblica per fini privati. Le istituzioni pubbliche dovrebbero essere usate dal pubblico. Si deve realizzare la nazionalizzazione delle forze armate, che devono essere leali alla Costituzione e alla nazione. Si deve alzare il livello professionale dei militari di professione, e garantire la neutralità delle forze di pubblica sicurezza. Si deve abolire la discriminazione basata sull’appartenenza al Partito: tutti i funzionari civili devono essere assunti senza alcun criterio politico. Si devono proteggere i diritti umani, salvaguardando prima di ogni cosa la dignità dell’essere umano. Deve nascere una Commissione per i diritti umani, responsabile dell’opinione pubblica nei confronti dei massimi livelli dell’autorità. Questa si deve impegnare per fermare l’abuso di potere da parte del governo e le violazioni ai diritti umani. Ogni cittadino dovrebbe essere immune da arresti immotivati, incarcerazione preventiva, interrogatori disumani e punizioni eccessive.
Il sistema della rieducazione tramite il lavoro dovrebbe essere abolita. Si deve rafforzare il sistema elettorale democratico, con la realizzazione del sistema “una testa, un voto”. Passo dopo passo si deve arrivare all’elezione di ogni livello amministrativo, che deve costruirsi su base regolare grazie alla libera competizione fra i candidati. L’attuale sistema di registrazione, che distingue fra cittadini delle zone urbane e cittadini di quelle rurali, deve sparire. La libertà di movimento per tutti i cittadini deve essere protetta. [Al momento, il governo garantisce istruzione e sanità soltanto nei distretti di nascita, impedendo di fatto le migrazioni interne che si realizzano lo stesso, creando enormi disparità sociali ndT].
Va salvaguardato il diritto di ogni cittadino di associarsi. Attualmente, il sistema prevede un esame che precede l’approvazione alla creazione di nuove associazioni o gruppi civili: questo deve scomparire. Il bando sulla creazione di nuovi Partiti politici deve essere revocato. Tutte le attività partitiche devono essere regolate dalla Costituzione e dalle leggi: il monopolio del Partito comunista deve terminare. Il principio di liberalismo nell’attività politica deve diventare la base del confronto sociale. Le assemblee pacifiche, le proteste, le dimostrazioni fanno tutte parte di quella libertà di espressione, diritto fondamentale garantito dalla legge. Quindi, non è giusto che queste siano limitate da interferenze illegali e da restrizioni incostituzionali decise dal Partito e dal governo. Sempre in quest’ottica devono essere aumentate le garanzie a difesa della libertà di parola, di stampa e di insegnamento.
Il diritto di sapere le cose e di poterle supervisionare deve essere protetta, e deve poter valere per ogni cittadino. Il bando sulla pubblicazione e sulla stampa deve essere revocato, e contemporaneamente deve essere scritta una nuova legge sulla stampa. L’articolo di procedura penale che punisce “l’incitamento alla sovversione dello Stato” [il famigerato art. 155, che prevede l’incarcerazione preventiva, a piena discrezione della poliza, fino a tre anni per coloro che sfidano l’autorità ndt] deve essere abolito immediatamente. La libertà di religione e di credo deve essere protetta: religione e politica devono essere separate. Le attività religiose devono essere libere da ogni interferenza governativa. Tutti i regolamenti amministrativi che proibiscono la libera attività religiosa devono sparire: la gestione delle attività religiose da parte di corpi amministrativi dovrebbe essere proibito.
Deve poi essere eliminato l’attuale sistema, che prevede l’approvazione del governo prima di poter costituire gruppi religiosi o luoghi di culto. Aboliamo l’educazione politica e quegli esami così profondamente ideologici, servili alle regole del Partito unico. Vanno invece promosse l’educazione civica, che insegni quei valori universali e quei diritti civili che fondano gli Stati moderni, e la coscienza comune. In questo modo si promuoverà l’idea che una virtù civica serve al meglio lo Stato. Stabilizzare e proteggere i diritti di proprietà. Rafforzare un’economia di mercato aperta, che protegga la libertà d’impresa ed elimini il monopolio amministrativo. Rendere efficaci ed effettivi i diritti di creditori e debitori, iniziare una riforma agraria, migliorare la privatizzazione delle terre e proteggere i diritti di proprietà dei contadini.
Stabilizzare i principi democratici nella finanza: i diritti di chi paga le tasse sono sacrosanti. Costruire un sistema pubblico finanziario e un effettiva divisione del potere in tutti i livelli, economici e politici. Riformare il sistema fiscale in modo da abbassare i tributi, semplificare il sistema di riscossione degli stessi e praticare una equità fiscale. I dipartimenti amministrativi non devono più avere il permesso di aumentare le tasse o crearne di nuove in maniera arbitraria, senza una consultazione pubblica e una risoluzione delle agenzie preposte. Passare delle riforme sulla proprietà, introdurre diversi soggetti di mercato e meccanismi competitivi, creando le condizioni per uno sviluppo delle banche private che diano nuovo slancio al sistema finanziario interno. Costruire un sistema di sicurezza sociale che sia una coperta per tutti i cittadini, a cui devono essere garantiti istruzione, sanità e impiego. Proteggere l’ambiente, promuovendo uno sviluppo sostenibile e assumendosi le proprie responsabilità nei confronti delle future generazioni e dell’umanità.
Lo Stato e il governo devono rendersi conto di quello che fanno al mondo: per questo, si dovranno comprendere nel sistema di protezione ambientale anche organizzazioni civiche. È importante mantenere la pace nella regione e svilupparsi in maniera equa e corretta: soltanto così si crea l’immagine di una grande, responsabile nazione. Proteggere i sistemi che regolano Hong Kong e Macao. Con la precondizione di libertà e democrazia, cercare un accordo per risolvere la questione dello Stretto di Taiwan, che deve risolversi grazie al negoziato e alla cooperazione.
Esplorare ogni via e ogni disegno istituzionale per promuovere il mutuo rispetto fra le etnie, per stabilizzare una Repubblica federale cinese con la struttura democratica garantita dalla nuova Costituzione. Riabilitare la reputazione e elargire un risarcimento statale per le vittime delle persecuzioni politiche durante gli ultimi movimenti popolari e per le loro famiglie; rilasciare tutti i prigionieri politici, di coscienza e di religione; formare una Commissione storica con il compito di ristabilire la verità sulle tante tragedie che hanno colpito la Cina e rifondare la nostra società sui suoi risultati.
Conclusioni
La Cina è una delle grandi nazioni del mondo, uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e membro del Consiglio per i diritti umani. Alla luce di questo, deve contribuire alla pace per l’umanità e al progresso dei diritti umani. Ma, nonostante il disappunto dei suoi cittadini, questa grande nazione combatte ancora con uno stile di vita politico basato sull’autoritarismo. Il risultato di questo stato di fatto è che i diritti umani sono in crisi e la società allo sbando, il progresso è rallentato e il nostro cammino nel sentiero della civilizzazione è fermo. Questa situazione deve cambiare! La riforma politica verso la democrazia non può più essere rinviata. È per questo motivo che noi, spinti da senso civico, pubblichiamo questa Carta ’08. Speriamo che tutti i cittadini cinesi che condividono con noi questo senso di crisi – ma anche questa responsabilità e missione – vogliano unirsi a questo movimento. Senza distinzione fra dirigenti governativi e semplici cittadini, vogliamo unirci per promuovere insieme una grande trasformazione della Cina. Soltanto in questo modo potremo stabilire una nuova nazione mondiale, che sia democratica e costituzionale e che possa rispondere ai sogni del nostro popolo. Un sogno che portiamo avanti da oltre un secolo.





